Eolico e suolo

Negli impianti eolici onshore, il tema del suolo viene spesso letto attraverso una domanda semplice:
“quanta superficie viene occupata?”
È una domanda utile, ma non sufficiente.
Perché il suolo non è solo una superficie da misurare.

È una matrice ambientale da caratterizzare, proteggere e ripristinare.
Piste di accesso, piazzole, fondazioni, cavidotti, aree temporanee di cantiere e zone di stoccaggio possono generare effetti diversi: compattazione, erosione, alterazione degli orizzonti superficiali, perdita di fertilità, interferenze con usi agricoli, difficoltà di ripristino a fine lavori.

Per questo, in uno SIA eolico ben costruito, non basta indicare le superfici temporanee e permanenti.
Serve spiegare come il suolo sarà gestito nelle fasi più critiche durante lo scotico, lo stoccaggio, il transito dei mezzi, il ripristino e durante la dismissione.

Il punto non è solo “quanto suolo occupa il progetto”, ma è capire se il progetto dimostra di aver considerato il suolo come una risorsa non rinnovabile, con caratteristiche proprie e con una funzione ambientale, agricola e territoriale.

Nel permitting ambientale, anche questo può fare la differenza tra un elaborato descrittivo e uno studio realmente valutabile.

Stai impostando uno SIA per un impianto eolico o FER?
Confrontiamoci prima del deposito.